Dee Vergini, Dee Vulnerabili, Dea Alchemica

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Nel suo libro “Le Dee dentro la Donna”, la psichiatra Jean Shinoda Bolen ha studiato come i miti delle dee del Pantheon Greco-romano (Artemide, Atena, Estia, Demetra, Persefone, Era, Afrodite) influenzano i modelli di comportamento di donne e uomini. In particolare la Bolen ha individuato sette modelli interni alla Donna, che corrispondono alle sette Dee.

La Bolen distingue tre gruppi di Dee: le Dee Vergini, le Dee vulnerabili, la Dea alchemica.

Le dee vergini, Artemide, Atena, Estia, sono le dee che non hanno mai avuto rapporti intimi con gli uomini, non sono mai state violentate o rapite (come di frequente accade nei miti greci), non hanno bisogno di un uomo per sentirsi complete. Le Dee Vergini bastano a se stesse e ci aiutano a realizzare i nostri talenti. Quando è attivo l’archetipo di una Dea vergine la donna fa quello che sente, per se stessa, a prescindere da quello che pensano gli altri. Chi è dominata da una dea vergine spesso evita i ruoli femminili tradizionali per potersi impegnare in ciò che vuole. 

Le Dee vulnerabili sono Era, Demetra e Persefone. Comprendono gli archetipi legati ai ruoli tradizionali femminili, ovvero il ruolo di Moglie, di Madre e di Figlia. Sono dee orientate al rapporto, il loro benessere dipende da un rapporto significativo con altri. Rientrano nella categoria di “Dee vulnerabili”  perché sono state violentate, rapite, tradite, umiliate, ignorate dalle divinità maschili. L’archetipo sotteso dalle dee vulnerabili spinge la donna al rapporto come bisogno primario. Il focus non è su se stesse ma sugli altri. Caratteristico delle dee vulnerabili è la coscienza diffusa, attraverso cui la mente non si concentra su qualcosa in particolare ma coglie l’insieme; uno stato mentale ricettivo che permette alla donna di essere attenta agli altri anche mentre sta facendo qualcosa. Come le dee vulnerabili, le donne nelle quali questi archetipi sono attivi possono essere vittime degli altri. Essere disponibili e accondiscendenti sono qualità che vanno bene nei rapporti intimi ma se trasferite all’esterno provocano intrusioni spiacevoli. Le dee vulnerabili attraversano diverse fasi di vita: da una fase di vita felice all’episodio di violenza/umiliazione che porta alla fase di vittima, fino alla fase di trasformazione del dolore.

Infine la Dea alchemica, Afrodite, che rientra in una categoria a sé grazie al potere di trasformazione e creazione proprio dell’amore.

Ricordiamo che 

  • nella donna possono essere attivi o attivabili anche altri archetipi oltre a quello dominante; 
  • spesso alcuni archetipi vengono messi a tacere mentre altri prendono il controllo assoluto, è importante dare voce a tutte le dee;
  • quando domina un particolare archetipo, c’è il pericolo di rimanere fissati a una singola fase del mito della Dea in questione e di non evolvere.

Siete curiose di esplorare quali Dee abitano in Voi?

Vi propongo il percorso da me ideato “Il Risveglio dei Sette Doni”.

Potete contattarmi lasciando un messaggio nel modulo qui sotto. Grazie per l’attenzione!

 

 

 

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