A Scuola di Saponificazione

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L’estate è finalmente arrivata e le giornate più lunghe ci permettono di sperimentare attività che tanto abbiamo sognato.

Per me è successo con il sapone.

Ho sempre sperato di autoprodurlo, ma la mia repulsione per la soda caustica mi ha scoraggiato. Poi ho conosciuto Simona, che invece il sapone lo autoproduce da anni con grande maestria.

Non ricordo se per prima sia stata lei a propormelo o io a stressarla (credo la seconda), comunque sia andata, qualche giorno fa ci siamo messe all’opera.

Per prima cosa, mi ha spiegato la Maestra, si decide la ricetta: quali costituenti inserire in termini di grassi, acqua, fiori, erbe, ecc ecc. Ho scoperto che sono tantissimi gli ingredienti che si possono usare, persino il vino rosso e la birra!

Io e Simona abbiamo usato i preziosi oleoliti di nostra produzione.

In base alla ricetta scelta, si passa al calcolo dell’acqua, dei grassi, e naturalmente della quantità di soda caustica, perché senza soda non si avvia la saponificazione. Si calcolano gli eventuali sconti o eccessi, per fortuna attraverso fogli di calcolo elettronico che agevolano il lavoro.

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Si pesano gli ingredienti con una precisione che spacca il grammo, ci si premura di avere tutti gli accessori necessari a portata di mano e si passa alla fase di messa in sicurezza: occhiali di protezione, mascherina, guanti, camice, fogli di giornale per proteggere le superfici.. Simona mi ha spiegato che bisogna trattare con rispetto la soda caustica, prendendo sempre le dovute precauzioni.Preparare il sapone con chi è più esperto di noi  è fondamentale sopratutto le prime volte.

Il cuore del lavoro consiste nella preparazione della soluzione caustica, che a sua volta verrà versata nell’olio e amalgamata con un frullatore ad immersione. Ulteriori ingredienti possono essere aggiunti nella fase del nastro: olii essenziali, oleoliti, fiori, erbe…

Una volta versato il composto negli stampi (anche qui ci si può sbizzarrire con le forme), si lascia raffreddare per circa 24 ore, si taglia e si lascia stagionare per quattro, sei settimane, in base alla ricetta.

Il sapone permette di sperimentare moltissime ricette, tra tutte le mille autoproduzioni è stata tra quelle che mi ha dato più soddisfazione. E ora mi sono beccata la…saponite =) Non vedo l’ora di ripetere l’esperienza!

Un grazie di cuore a Simona che con la sua pazienza, saggezza e maestria mi ha aiutato a superare la paura e a divertirmi parecchio!

 

 

 

 

 

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