Il Girasole, uno scrigno di tesori

147430454331264.jpgPer me il Girasole rappresenta la pianta per eccellenza del buonumore .

D’estate le teste di fiori gialli che svettano dai recinti degli orti mi regalano sempre il sorriso. Sono così buffe eppure così intelligenti, perché ruotano tutto il giorno alla ricerca della luce solare.

Settembre è il mese ideale per la raccolta degli acheni (i frutti secchi che conosciamo come “semi”). Occorre solo tanta pazienza.

Piccola premessa: non buttate via i fusti! Il girasole è un “forte consumatore” del suolo, nel senso che ha bisogno di molti nutrienti per svilupparsi. Quello che prende lo restituisce: una volta secco, è possibile sminuzzarne il fusto e utilizzarlo per arricchire il terreno o la compostiera.

Esistono diverse varietà di Helianthus annuus: a semi striati, a semi bianchi e a semi neri. Tutti sono ricchi di vitamina E, acido folico, sali minerali e fibre.

La raccolta dei semi si effettua quando la calatide (l’infiorescenza che racchiude i numerosi piccoli fiorellini) è completamente secca, marrone, rivolta verso il basso.

I girasoli si possono essiccare direttamente sul campo o in casa.  Si può lasciarli essiccare sul campo quando il clima lo consente, magari protetti da una busta di carta o da una garza che li preservi dagli attacchi degli uccelli o dalla libera caduta. Se le circostanze non lo permettono, si fanno essiccare all’ombra, in un locale caldo, appesi a testa in giù dentro una busta di carta (mai usare la plastica per evitare che le muffe compromettano il raccolto).

Quando sono asciutti, i semi saltano fuori con una certa facilità, basta strofinarli con il dorso della mano. E meglio tenere il fiore dentro un sacchetto o un’insalatiere mentre si effettua questa operazione, per evitare che finiscano in ogni angolo della casa.

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I semi vanno poi lavati, separati dalle impurità e stesi ad asciugare su un tessuto assorbente.

Una volta asciutti si immergono in un contenitore pieno d’acqua con abbondante sale per una notte, si scolano, si asciugano e si mettono a tostare in forno su una teglia coperta da carta da forno a 150° per 40 minuti, girandoli di tanto in tanto.

Sono pronti per essere mangiati o conservatori in barattoli ermetici per alcuni mesi.

Una parte dei semi non la faccio salare nè tostare, mi limito a lavarla e conservarla come cibo d’inverno per gli uccellini, un’altra parte è destinata alla semenza dell’anno prossimo e allo scambio.

Qualche giorno fa ho scoperto casualmente che anche i petali hanno incredibili proprietà, possono essere essiccati e usati nelle tisane o come incenso naturale, ma non ho sperimentato, troppo tardi =)

Infine…cosa farne delle teste di girasole una volta sgusciate? Potremo conservarle per realizzare un bellissimo hotel per insetti, ma di questo magari parleremo nei prossimi post 😉

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