Il culto del freddo, il vento del Nord

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Dicembre è il sole che inganna.

Qualche giorno fa è arrivato il vento gelido dal nord, uno sconosciuto visitatore che ha causato mani screpolate, foglie avvizzite, animali disorientati. Il freddo ha aperto le porte alle mitiche suggestioni di questo ciclo dell’anno, che culminerà con il Solstizio d’Inverno.

Il Nord è una nuvola di immagini: bianchi orizzonti di neve, fate di ghiaccio, troll, vecchie streghe dagli impronunciabili nomi, calore di camini, polverosi libri di fiabe che si sfogliano con reverenza. Il nord è l’ago della bussola quando il viandante si perde, sono gli occhi puntati sulla Stella Polare. E’ il fascino ineffabile dell’Aurora Boreale.

“Ci sono un’infinità di esseri che non trovano posto in estate, in autunno o in primavera. Tutte quelle creature un po’ timide e strane che non stanno bene in nessun posto. Così se ne rimangono nascoste tutto l’anno e poi quando il mondo bianco e tranquillo e le notti sono lunghe, allora osano mostrarsi”. Così scriveva Tove Jansson nel suo “Magia d’Inverno”. Viaggiando dentro le leggende di un Nord Mitico di cui non sappiamo dove iniziano e finiscono i confini, scopro orsi che vivono come re e sposano bellissime fanciulle, ragazzi puniti per aver offeso i Troll, bambine di neve che vivono solo una notte.

Dicembre ci porta l’incanto, la meraviglia, le luminarie intermittenti, le musiche dei carillon, il culto del Freddo, l’abbraccio del Nord.

 

 

 

 

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