L’ortica, amica pungente dell’orto e della salute.

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Si dice che un’erba arriva nella tua vita perché può soddisfare un bisogno che provi in quel momento.

Da me è arrivata l’ortica.

Ha iniziato a crescere senza freni ovunque, nei vasi, nella compostiera all’aperto, negli interstizi della legnaia..

Con una rapida ricerca ho scoperto che l’ortica è ricca di ferro, proprio l’elemento di cui io sono spesso carente.

“Attenta a non pungerti con s’ozziau”. Diceva mio nonno, in sardo, durante le gite in campagna.

E’ una pianta infestante molto usata nella cosmesi e ultimamente rivalutata in ambito tessile, nonché apprezzatissima in cucina. Le foglie più tenere, quelle terminali, possono essere usate in cucina nelle frittate, nei ravioli, nei tortellini, nei risotti e nelle zuppe.

Ad aprile l’ortica raggiungerà il suo tempo balsamico, la massima concentrazione dei principi attivi.

Con le foglie verdi brillanti dell’ortica si può realizzare il famoso macerato, ottimo come concime e come antiparassitario naturale.

148638000651771.jpgPrima della fioritura, si raccolgono le foglie con i guanti. E’ molto importante non toccarle con le mani, contengono peli urticanti (i tricomi) che vi faranno vedere le stelle. =)

Staccate solo foglie e gambi, la radice non serve.  Una volta raccolti, si sminuzzano accuratamente. Consiglio di inserirle in una retina per alimenti o in un sacco di iuta, in modo che l’operazione successiva di filtraggio sia agevolata. Per quanto riguarda la quantità di pianta da raccogliere tutto dipende dalla ricetta che seguite…centu concasa centu berrittasa. Ognuno dice la sua. Personalmente seguo la filosofia del “tantometro” suggeritami dell’amico Roberto: mettere prodotto quanto basta. L’importante è che le piantine siano immerse completamente dentro un bidone (non metallico) di acqua, piovana o di fonte, priva di cloro. La qualità dell’acqua è fondamentale per ottenere un buon macerato.

Senza tappare il recipiente, magari proteggendolo con una retina, si lascia macerare girando di tanto in tanto (ogni due, tre giorni) per un tempo compreso tra una settimana e 15 giorni, fino a che la schiuma non sarà scomparsa.

Si passa poi a filtrare i residui della pianta dal liquido (procuratevi una mascherina perché l’odore dei macerati è abbastanza fetido), cercando di eliminare ogni residuo solido (altrimenti si innescheranno processi di putrefazione).

Il macerato può essere conservato in bidoni chiusi o in barattoli e bottiglie. Per l’utilizzo è importante diluirlo: una parte di ortica per dieci parti di acqua.

Possiamo usare il macerato (diluito) come antiparassitario, soprattutto nella lotta agli afidi, spruzzandolo sia sulle foglie infette sia su quelle sane in via preventiva, operazione da ripetere dopo due o più giorni in quanto il macerato ha un tempo di permanenza breve. Come concime, il macerato di ortica è ricco di sali minerali, azoto, ferro, vitamine, stimola infatti lo sviluppo delle piante.

Ancora una volta Madre Natura ci mette a disposizione erbe comunissime che possiedono mille utilizzi. Lo abbiamo già visto quest’estate con la portulaca, ora munitevi di guanti e via, a cercare ortiche.

Valentina

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