Il culto delle mani secondo mia nonna.

149139441989013.jpg

Ricordo di infanzia.

Lei seduta in mezzo al cortile della sua casa, il grembiule a quadretti sulle ginocchia, circondata da un tappeto infinito di fiori viola con i tentacoli rossi. Io piccina, annoiata e curiosa, che insistevo per aiutarla.

“Non toccarlo! Ti macchieresti le mani!”

E così  succedeva per ogni lavoro contadino: mi proibiva di pulire i carciofi, terribili portatori di unghie nere, di dipingermi le dita di verde con fave e piselli, di rovinarmi le mani sgusciando le mandorle.

(N.B. State tranquilli, ora sto recuperando)

Mia nonna ha una vera fissazione per le mani.

Per prima cosa devono essere pulite, perché le mani dei signori, di quelli che studiano, che non hanno bisogno di lavorare in campagna, sono così, con le unghie immacolate e la pelle bianca di chi non è costretto a stare sotto il sole infuocato della Sardegna del Sud.

Sorrido perché oggi le mani che lavorano con la terra per me sono sacre.

Sorrido perché faccio parte di una generazione che per ritrovare un senso è tornata a “sporcarsi” le mani con l’artigianato e l’agricoltura, quella agricoltura piccola, che è scesa dal trattore ed è tornata alla zappa.

Cosa direbbe mia nonna? Forse direbbe “l’evoluzione inciampa”, citando un tormentone di questi mesi.

Ma noi, quelli come me, siamo felici così, cuore che canta e mani..nella Terra 😉

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...