L’imperfezione

 

 

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C’è sempre qualcosa che non va, qualcosa da correggere, qualcosa da sistemare.

La gramigna che ricresce, una pianta che soffre, quel lavoro che si rimanda da mesi, la perenne sensazione come genitori di non fare mai abbastanza.

Appena raggiunto un traguardo, non si fa in tempo a goderne che nuove urgenze subito pretendono attenzione.

La televisione, le riviste patinate, le foto scelte accuratamente sui social media, celebrano la perfezione. Gli orti ordinati, i frutti perfetti, le verdure brillanti, le relazioni felici tra due persone che sorridono complici davanti all’obiettivo della macchina fotografica.

Spesso il confronto ci sgonfia. Allora è meglio non guardare gli altri, se questo significa essere infelici.

Io coltivo una bellezza disordinata,  che nella sua imperfezione trabocca di gioia di vivere. Ogni frutto, fiore, foglia, animale è diverso l’uno dall’altro, originale, irripetibile. Ogni relazione è unica,  piena di tesori e di buchi neri.

Non mi importa degli standard. Ci sono sempre stata stretta dentro i canoni decisi dagli altri. Oggi ho voglia di stare nel qui e ora, oggi celebro l’imperfezione.

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